Monday, March 12, 2007

Mastella e la “ggente” di Santoro

Bisogna avere il coraggio di dirlo chiaro e forte. Le parole di Michele Santoro sono sacrosante. Che i politici se ne facciano una ragione e si affrettino a riabituarsi a parlare con la gente. Perché non se ne può proprio più di chi si rifiuta di parlare con Marco Travaglio o con Vauro, che com’è noto rappresentano la gente, anzi la “ggente”, in lungo ed in largo, sopra e sotto. D’altro canto, Dio e Cappon glielo hanno ridato, il microfono, a Michele. E, come si dice, guai a chi glielo tocca. Per grazia di Prodi e volontà della nazione Santoro possiede una trasmissione libera, fatta da liberi ed indirizzata a spiegare ai liberti che la seguono quanto possono essere sfortunati ed imbecilli quelli che non possono o non vogliono abbeverarsi a tanta libertà. Michele vuol fare un programma di “faziosi comunisti”?
E’ nel suo diritto. Lo vuole realizzato da “faziosi froci”? Ne ha facoltà. Vuole che i comunisti ed i froci siano anche un po’ stronzi? Nessuno lo può e lo deve impedire. Che tra la “ggente” non ci stanno i faziosi, i comunisti, i froci e gli stronzi? Ci stanno, ci stanno! Ed allora i politici non facciano tanto gli schizzignosi ed invece di parlare solo con i portaborse abbiano l’umiltà di dialogare con il popolo del Carlo Alberto di “Anno Zero”.
Quanto a Clemente Mastella, che si è incazzato ed ha abbandonato la trasmissione nel bel mezzo della diretta, la smetta con questa sua arroganza del potere. Si lasci mazzolare da Travaglio e spernacchiare da Vauro. E se non lo vuol fare per far contento Michele, lo faccia almeno per rispetto di se stesso. Gli è piaciuto entrare nel governo Prodi in qualità di ministro della Giustizia? E adesso paga. Chi per i mari del centro sinistra va, questi pesci prende. In faccia.

15 Comments:

Anonymous Anonymous said...

fossero cazzate le cose che dice Travaglio potrei pure capire ma tutto quello che dice sono fatti in un mondo di opinionisti...

9:00 AM  
Blogger Oscar said...

ma che vi succede che non scrivete Piu'???????

3:24 AM  
Anonymous Anonymous said...

La conosco Diaconale, faceva lo schizzinoso e il signor no anche con floris. Le e' incazzato con il mondo e con se stesso (forse avrà anche i suoi buoni motivi...) Come fa a parlare sempre male della sinistra? compresa quella culturale? Lei si pone sempre e sistematicamente contro...perche' agisce cosi? Cosa puo' averla turbata cosi tanto da essere sempre stizzito? Guardi che molti della destra sono molto piu' stronzi di noi. A proposito di stronzi, ho notato che usa spesso un frasario scurrile. Vuole sconvolgere? Ma lasci perdere, per cortesia...scriva delle cose sensate e cancelli dal blog quello che ha scritto in prima pagina. Impari a leggere i giornali e le riviste che contano davvero. Si rilegga i classici della sinistra e dimentichi certi insegnamenti di destra imparati alle elementari che hanno fatto di Lei un bigotto che critica senza ragione la sinistra e la cultura di sinistra. grazie. PV

10:52 PM  
Anonymous Anonymous said...

Diaconale, lo sa quale è la differenza tra quel che dice lei e quel che dice Travaglio?
Quel che dice lei Lei è SEMPRE opinabile...
Perchè rispecchia solo una opinione SUA (e magari di altri ma sempre di opinione soggettiva si tratta)

Travaglio invece ha il bruttissimo vizio di esporre fatti DOCUMENTATI (e quindi oggettivi e non soggettivi)

A dire il vero c'è un'altra differenza tra lei e Travaglio

Lui è un giornalista ( così come lo era Montanelli).
Lei lo è?

P.s. Ho letto il suo articoletto su "Haidi Giuliani che con un nome del genere dovrebbe stare in Svizzera a pascoalre le mucche"
E sui poveri celerini
Senta, """giornalista""" (molto virgolettato, come vede)..
Ha mica letto le dichiarazioni di Fournier (vicequestore all'epoca) su quel che è REALMENTE successo alla Diaz?
Mi tolga una curiosità. Come si diventa giornalisti?
Ah no, scusi..
Domanda sbagliata nel momento sbagliato alla persona sbagliata (che infatti di quella deposizione non parlerà MAI E POI MAI)

4:15 AM  
Anonymous Anonymous said...

sono un lettore del clandestinoweb.com nn capisco che sul loro sito c'e il vostro links e voi no perche?

7:53 PM  
Blogger celestino ferraro said...

CHE DOMANDARE AL “NUOVO” LEADER?

Le alchimie costituzionali, quelle elettorali, e tutte le alchimie che alla democrazia offrono singoli rimedi di governabilità, trovano nel Professor Sartori il Paracelso più sagace nel segnalarci gli ermetismi che meglio curerebbero gli antichi mali dell’ambizione umana.
Non saranno i vari sistemi prescritti dalla ragione e dall’esperienza che renderanno ottima la democrazia, né i maggioritari o i proporzionali saranno l’antidoto per sopire l’ambiziosa bramosia di potere che l’uomo cova nel suo gene politico.
Le ragioni del buon governo non sono nella democrazia, sono nella speranza che qualche illuminato si faccia autoritario e governi la città con lungimiranza e abnegazione.

Non sarà mai possibile per l’uomo libero nei suoi sentimenti e nelle sue azioni accettare che un altro uomo possa governarlo sic et simpliciter; vi sarà sempre latente in lui, fino ad esplodere, il sentimento di primeggiare anche su chi lo ha fatto bene e senza tornaconti.

L’ambizione, la brama di gloria, di onori, la volontà di eccellere e di migliorare la propria posizione saranno il sogno costante dell’uomo che si misura con il suo simile: chiamerà politica questo sentimento che lo spinge ad essere così maligno e autolesionista, da uccidere, scorpione che traghetta il fiume sul dorso della rana, morendo anch’egli annegato fra i flutti. È sempre vigente l’adagio che vuole l’uomo, che non combatte per necessità, combattere per ambizione.

Così stando le cose, il Professore fa bene a ricordare ai distratti che la democrazia potrebbe avvantaggiarsi di diversi sistemi elettorali per migliorare l’accesso alle strade del potere (sempre governati dalla volontà popolare), per semplificare il sistema. Fa bene: oh sì che fa bene!
Ma non insista troppo. Le orecchie dei sordi sono tantissime e soprattutto quelle dei dediti alla politica son sorde più dei sordi, tanto che non è difficile ascoltare qualche “uffa!” di chi impreca contro il Professore che getta le perle davanti ai porci.
Celestino Ferraro

2:53 AM  
Anonymous Ettore Malanti said...

solo 6 commenti?!!
Diaconale, il testo è bello... peccato che nessuno ti caga.
Ciao

11:50 AM  
Blogger celestino ferraro said...

UN J’ACCUSE IN DIRETTA PER I CAMPANARI

Dell’affaire Mastella&C. non sbalordisce la messa sotto accusa televisiva del ministro di Giustizia. Non stupisce la volontà – insolita – del giornalista Flores di scoperchiare le magagne che l’uomo di potere, Mastella, nasconde con iattante nonchalance: è l’indignazione.
Indignazione che fa strabuzzare gli occhi al ministro colto d’improvviso dal “J’accuse” del giornalista che lo pone sul banco degli imputati senza soggezione.
“Ma come, proprio a me”? “È un agguato complottato fra Flores, Stella e la Rai contro di me”. “È una congiura contro il governo Prodi che i poteri forti hanno deciso di liquidare”.

Così Mastella reagisce alla sequela di domande “sbarazzine” che Flores e Stella gli pongono, impietosi dello smarrimento che irrita il ministro con gli occhi strabuzzati evidentemente basedowiani.

Il fatto è che Mastella s’è trovato a sperimentare quest’onesto giornalismo televisivo (se ne sentiva il bisogno), proprio nel momento meno propizio, cioè quando l’opinione pubblica è stata minuziosamente edotta degli abusi del poter dal libro, “La Casta”, che ha svelato tutti i RETRO-OSCENI e le soperchierie che il potere perpetra nel nome del popolo sovrano.

In aggiunta, come se non bastasse, il comico e tribuno Beppe Grillo, a squarciagola, per via elettronica, sta inondando il Paese di tutte le malefatte che il POTERE commette abusando di quel mandato che dovrebbe consentirgli il governo della cosa pubblica e non i vantaggi EUROtici dei singoli preposti a gestirlo.

Queste due concomitanze hanno giocato un brutto tiro al ministro Guardasigilli, ministro di potere dal multiforme ingegno, padre affettuoso, marito fedele, rispettoso degli amici e cultore avveduto dell’arte politica. Non negligendo qualche piccola (?) pensione da giornalista, pagata di tasca propria però.
E finge di non capire il ministro, che la pensione da giornalista, per pochi mesi effettivi di professione praticata in Rai, non è un diritto: quandanche la legge lo preveda.
Non è che un’immoralità si rinfranca sol perché la legge la legalizza, l’immoralità resta immoralità e c’è poco da indignarsi quando qualcuno te lo fa rilevare. È la legge che va abolita, senza tentennamenti.

Settecento euro di pensione mensili per una famiglia, papà, mammà e due figli.
Al confronto di un’altra famiglia che intasca la pensione di papà come giornalista, più l’indennità da deputato, più l’indennità da ministro, più l’indennità per mammà presidentessa del Consiglio della Regione Campania, più i due figlioli, dottori entrambi, legittimamente ed ottimamente sistemati senza alcuna raccomandazione genitoriale. Per non voler fare i conti in tasca all’allegra famigliola, diciamo un 70.000 euro mensili in entrata (140 milioni di stramaledette lire), e la presunzione di aver ben operato nell’interesse dello Stato. Sempre e soltanto soldi dello Stato che il contribuente versa con le tasse per le necessità della collettività.
Ovviamente non è che si mastelli per il piacere di mastellare, di Mastella Clemente, il Parlamento, ce ne offre a dozzine: altro che “Casta”.

Un “Videant consules ne quid res publica detrimenti capiat”.
Certo! la res publica è anche la mia casa, ma la mia e di nessun altro.
“Quid enim videant qui solem non videant”? (Cosa potrebbero vedere coloro che non vedono il sole ?). Potrebbe essere il giusto commento.
Non mi si accusi però di qualunquismo antipolitico, se non si vuole che divenga scurrile.
Celestino Ferraro

2:22 AM  
Anonymous il profeta said...

Articolo interessante.

8:25 AM  
Blogger textman said...

@ Anonymous (3)

Montanelli si è stancato di essere tirato per la giacca ad ogni piè sospinto da un trinariciuto qualunque solo perchè in spregio a Silvio aveva deciso di far credere ai suoi nemici di essere passato con loro (lo aveva già fatto nel '46 con i partigiani, cari). Il rapporto con Silvio Berlusconi nasce su un letto d'ospedale dopo l'attentato (a Indro) da parte delle brigate rosse (sì rosse) ed era di intensità odio amore neanche paragonabile a quello di indifferente strumento che ebbe con i sinistri che lo accalappiarono pur di. Questo lo sapete anche voi.
Forse.

6:24 AM  
Anonymous Avv. Filippo Matteucci said...

Diaconale ha ragione da vendere.
L'Italia e l'Europa hanno bisogno di meno stato e più mercato, di meno politici, amministratori e burocrati e di più imprenditori.
Non capisco la follia di coloro che pur rendendosi conto che lo stato è uno strumento oggi in mano a famiglie di indegni potentati, vogliono conferire, contro gli interessi della propria famiglia, a questo stato-strumento più poteri, più funzioni, più tasse, più soldi.
E' come darsi la zappa sui piedi.
Ci vuole il massimo di rispetto e di tutela della proprietà privata, e la più ampia libertà di entrata sui mercati, il più ampio spazio per intraprendere liberamente attività produttive, senza alcun tipo di vessazioni burocratiche e stataliste.
Lo stato pensi all'ordine pubblico, oggi inesistente, e a difendere i confini dalle massicce invasioni straniere in atto (leggi: immigrati), che rendono città, paesi e campagne invivibili (e spingono i prezzi delle case, in acquisto o in affitto, alle stelle).
Siamo seri, siamo pragmatici, guardiamo alla realtà, senza farci istupidire da obsoleti pregiudizi demagogici e soprattutto ideologici.
Quelli verniciati di rosso o di rosa, sono stati verniciati di questi bei colori dai padroni, per fottere meglio i servi...
E ricordiamoci che abbiamo una razza padrona di una qualità tale per cui, per essa, peggio sta il popolo, la gente comune, e meglio è.
Avv. Filippo Matteucci

9:48 AM  
Anonymous Avv. Filippo Matteucci said...

Natale Nero a Monte Zemolo

Dall’incontro tra la spermatica cosa bianca e la vaginale cosa rossa nacque un bambinello vorace, che mangiava i soldi ai poveri per darli ai ricchi. Gli venne dato nome gianjohnlupus. Tutta l’oligarchia statalista venne ad adorarlo, in un’apoteosi draculiana. Il re mago Marchiorre gli portò in dono un contributo per la rottamazione ope judicis dei competitors, ovviamente pagato coi soldi nostri. Ma quando si accostarono i pastorelli, dopo una giornata di duro lavoro, videro che il piccolo gianjohnlupus altro non era se non l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, il top dello statalismo rapinoso doc & igp. E pensarono: ma abbiamo tanto lavorato e risparmiato per farci questo capitaluccio, già l’inflation tax ce ne ha mangiato la metà…e ora vogliono tassarci ancora di più, addirittura il doppio.
Alcuni pastorelli, i più arditi, quelli usi alla dura fatica quotidiana, vendettero le loro pecore, ritirarono i risparmi dalle banche della cosa bianca, e si imbarcarono per gli Stati Liberi del Mondo.

HAPPY NEW YEAR
by Avv. Filippo Matteucci

11:22 PM  
Anonymous Anonymous said...

ma non dire minchiate. venduto!

5:52 PM  
Blogger Io sto con Micciché said...

OT: Aiutaci a sostenere la rivoluzione liberale siciliana.
"il bisogno di questa regione di avere una politica libera da ogni forma di pressione clientelare e da qualsiasi condizionamento mafioso. non mi faccio minacciare da Cuffaro, che ha cercato di intimidirmi vietando la mia candidatura alla Presidenza della Regione Siciliana"
www.gianfrancomicciche.net

12:23 AM  
Blogger barb michelen said...

Hello I just entered before I have to leave to the airport, it's been very nice to meet you, if you want here is the site I told you about where I type some stuff and make good money (I work from home): here it is

9:01 PM  

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